Bambini e natura

Natura e città 

Prima di occuparci del perché e del come valga la pena considerare la Natura urbana nei progetti educativi, c’è da rispondere ad una domanda basilare: è Natura quella che viviamo nelle città? 
La risposta non è scontata né unica, poiché ognuno di noi ha un suo immaginario di cosa sia naturale.* 
In questo articolo andremo a considerare che tutto ciò che riguarda il mondo vegetale, animale e dei fenomeni atmosferici, appartenga alla Natura, che essa sia stata provocata o meno dall’uomo. 
Utilizziamo e troviamo proficuo adottare questo punto di vista poiché, quello che più ci interessa, ai fini della progettazione educativa, è la capacità assoluta ed inimitabile della Natura di attivare curiosità nei bambini, stupori ed interessi che, sostenuti da pensieri educativi, creano le basi di una mente scientifica. 
La Natura ha un grande potere ,quello di essere in relazione costante con gli esseri umani, che essi se ne accorgano o meno. I bambini certamente se ne accorgono e desiderano un dialogo, una conoscenza, un avvicinamento. 
La Natura dunque offre a chi si occupa di educazione, dal nido in su, soggetti e oggetti di indagine in contesti multiformi. 
Non esiste altro aspetto della conoscenza umana che sia in grado di “tenere dentro” e di “portare a” parlare di botanica, poesia, pittura, matematica, grammatica, geologia, narrativa e così via, a partire da un unico soggetto, che sia un sasso di città o fiore raro. 
Ci sono alcune domande, probabilmente archetipi, negli esseri umani, ed i bambini se ne fanno portatori già a 3, 4 e 5 anni: sono quelle relative alla genesi , alla trasformazione, ed all’evoluzione.  
Se vi approcciate alla conoscenza delle cose di Natura insieme ai bambini, vi accorgerete che queste domande arrivano, e se non avrete fretta di dare voi risposte, vi si presenteranno molte opportunità progettuali. 
Diamo ormai per consolidato il fatto che vivere in contesti dove la Natura è fortemente presente crei benessere e migliori le capacità di apprendimento, ci interessa entrare nel concreto delle opportunità conoscitive a partire dalla Natura in città. 
Partiamo dalla Natura presente e dedicata alla scuola, se è una scuola fortunata avrà un suo giardino o parco, quindi offrirà ai bambini sguardi costanti verso il fuori e possibilità di stare fuori. Provate a chiedere ai bambini cosa vedono di quel fuori quando sono dentro e sarete costretti a cambiare anche il vostro sguardo, perché l’altra cosa interessante di affidarsi ad indagini di Natura con i bambini è che loro vedono sempre cose di cui gli adulti non si erano neanche accorti. 
Stando fuori ci sono alcuni aspetti a sostegno di un’attività progettuale scientifica che sorgono spontanei nei bambini ma vanno sostenuti dagli adulti con organizzazioni della classe: le raccolte di materiale di Natura appassionano i bambini, perché assumano un carattere d’indagine devono trovare luoghi di accoglienza e valorizzazione; il passaggio dalla raccolta alla classificazione ha carattere scientifico ed è la base per future comparazioni ed indagini più accurate. Così come conoscere il nome degli alberi del proprio parco può portare i bambini a scritture spontanee di alfabeti naturali oltre che favorire ricerche sulle differenze, o a farsi domande sul “genere” degli alberi o sulla loro età e tempo di crescita, domande che ripeto non necessitano di risposte immediate degli adulti ma consentono di lavorare insieme ai bambini contando sul loro interesse. 
Un altro aspetto importante della Natura in città è quello del desiderio, il desiderio di scoprire Natura vincitrice sulla cementificazione. Esplorare il quartiere con i bambini in cerca di tracce di Natura ha valore per favorire il sentirsi parte di un luogo ed allena lo sguardo: a loro non sfugge l’erba che si infila nelle crepe del marciapiede. Come avrà fatto? 
 
*un bell’approfondimento sul tema in Nature, M. Van Haken, Fuori, Franco Angeli